Fai rumore Movimento Lavoratori

Viva(io) Mammarao, un’esperienza di ri-generazione

di Vincenzo De Salve*

Sin dalla sua costituzione nella nostra diocesi, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica ha sempre insistito molto sull’importanza della progettazione sociale per realizzare azioni che avessero un impatto positivo in termini socio-economici sul territorio ed in grado anche di favorire la creazione di posti di lavoro. Nei diversi incontri dell’equipe MLAC con le foranie, con le parrocchie e con le associazioni abbiamo avuto modo di sperimentare la metodologia della progettazione, fatta di relazioni, di condivisione delle risorse, di solidarietà, di speranze, di sogni, senza mai perdere di vista gli obiettivi ed i risultati a cui si vuole giungere, che devono essere concreti, misurabili, replicabili e sostenibili.

Sono molti gli enti del terzo settore che in diocesi si mettono in rete per condividere idee, progettare ed intercettare finanziamenti pubblici e privati da investire nella comunità, in particolare, a vantaggio di aree periferiche o che versano in situazioni di degrado.

Proprio in questa prospettiva vogliamo condividere un’iniziativa realizzata dall’Associazione “Santa Cecilia ONLUS” di Casarano, la quale ha portato a termine il progetto “Viva(io) Mammarao”, finanziato da Fondazione con il Sud, conclusosi proprio in queste settimane.   

Il progetto si inserisce nel solco dell’approccio legato alla rigenerazione urbana che consiste nel lavorare sul territorio e con le persone, attivando azioni sincrone di riqualificazione e di sviluppo sociale attraverso lo strumento della progettazione partecipata.

Nello specifico, Viva(io) Mammarao da un lato ha portato alla riqualificazione di una zona popolare situata nella periferia di Casarano (ex Zona 167), presso contrada Mammarao (da cui il titolo del progetto), precedentemente adibita a discarica a cielo aperto (v. foto); dall’altro ha contribuito ad “aprire” il quartiere ad azioni e persone non residenti, avviando, di fatto, il processo di de-ghettizzazione e di reinserimento sociale.

Dopo una preliminare attività di bonifica dei terreni, si è provveduto alla costruzione di un campo di calcetto per i ragazzi, alla realizzazione di una pista per mountain bike e di un’area verde attrezzata per passeggiate o sport all’aperto (v. foto), nonché per favorire occasioni di incontro tra i residenti. La scelta di puntare sulla creazione di luoghi deputati allo sport è stato il frutto del processo di ascolto e di co-progettazione con i residenti che lamentavano, fra le altre tante cose, proprio l’assenza di luoghi sicuri in cui i ragazzi del quartiere potessero giocare.

Alle attività progettuali hanno preso parte oltre alle associazioni di Casarano, anche gli Istituti Comprensivi, le Istituzioni, alcune imprese, ma soprattutto gli abitanti del quartiere, i quali, nonostante un’iniziale diffidenza, hanno condiviso con entusiasmo le attività realizzate e tutt’ora continuano ad impegnarsi nel mantenere pulita ed ordinata l’area, consapevoli che è un patrimonio comune da tutelare. Non tutti i residenti hanno da subito apprezzato l’iniziativa, in quanto la stessa veniva considerata da alcuni come l’invasione di un loro spazio, nel quale in precedenza potevano fare ciò che volevano. Altro elemento da cui si generava diffidenza – lo abbiamo capito col tempo –  era proprio il fatto che che un’iniziativa di tale portata fosse rivolta a loro esclusivo vantaggio senza chiedere nulla in cambio. I residenti non erano abituati – purtroppo anche dalle istituzioni – al dono delle gratuità. Con l’evolversi delle attività progettuali, tuttavia, anche i più diffidenti si sono ricreduti ed hanno considerato l’attenzione al loro quartiere periferico come “segno di speranza”.

Vogliamo condividere questa profonda iniziativa, quale segno concreto di come la condivisione di idee, progetti e sogni, se ben finalizzati, possa essere volano di crescita per l’intera comunità. Da qui l’invito a tutte le AC parrocchiali ad esprimere il proprio impegno, facendo attenzione alle esigenze ed alle necessità del territorio, individuando anche gli strumenti più idonei per farsene carico.

Quest’invito si fa ancora più forte nel periodo di difficoltà ed incertezza che stiamo vivendo e che, nostro malgrado, porterà con sé nuove situazioni di disagio e di povertà, ma che stimolerà noi Cristiani e soci di AC ad essere sempre di più “sale della terra” e “lievito” di speranza e solidarietà per il prossimo.

segretario diocesano del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica

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