Settore Adulti

Sotto lo sguardo del Crocifisso

di Graziano Aloisi*

Entrare nelle feritoie della terra per ricucire, con la preghiera e la celebrazione eucaristica, le ferite dell’umanità; scoprire che queste feritoie assomigliano tanto a quelle ferite salvifiche impresse nel Crocifisso, lo stesso che da centinaia di anni è lì, in fondo ad una grotta umida e nascosta, tra le campagne della nostra terra salentina.Ferite nascoste, ferite che rivelano la sofferenza personale e comunitaria, soprattutto dopo questo lungo periodo di pandemia. Ferite in cui è necessario entrare, inoltrarsi come ci si inoltra nella terra. E dentro queste ferite-feritoie ritrovare la Vita, assaporare il coraggio di osare chiedere come Giairo per sua figlia; toccare, come l’emorroissa. E infine ripetere insieme, nella nostra mente, nel cuore, con la lode e nella vita quanto pregato nella colletta: “O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso ci fai ricchi del dono della tua stessa vita, rinvigorisci la nostra fede, perché nell’incontro con lui sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza”.

È l’ultima domenica di giugno e, come equipe adulti, membri del Consiglio e della Presidenza, crediamo sia stata vissuta una giornata ricca di incontri particolarmente efficaci per la nostra vita spirituale, associativa ed ecclesiale. Vorremmo che queste righe riuscissero a farvi percepire la bellezza di quanto vissuto insieme. Avevamo pensato a questo incontro come una giornata “da trascorrere insieme”, in presenza, con la voglia di guardarci negli occhi, oltre lo schermo di un PC, con il desiderio di celebrare insieme per rendere grazie a Dio per quanto consegnatoci dentro questa storia particolare non ancora conclusa. Questa storia che ci ha fatto piangere e sorridere; fermarci e muovere piccoli passi; stare seduti e rialzarci.  Una giornata da vivere in semplicità, arricchita dalla conoscenza di luoghi della fede che ci appartengono e che forse conosciamo poco, come la Chiesa di Santa Maria della Croce a Casaranello. Ci siamo saziati nel primo pomeriggio di una storia di fede secolare che ha lasciato tracce indelebili e preziose sui muri di questo tempio: del mondo bizantino, medioevale e dei giorni nostri. Scrigno prezioso di arte, cultura, spiritualità. Uno scoprirci parte di questa storia, coinvolti in essa, debitori. Un viaggio nella memoria storica per riallacciare i fili di una esperienza di fede che ha ancora da dire in questo presente. Non si è trattato di riaprire un archivio di storia locale ma di cogliere lo spessore di una trasmissione di fede che porta sollecitazioni e prospettive operative anche nel presente. In serata poi ci siamo inoltrati sul confine tra la nostra diocesi e la diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, nell’entroterra salentino, nella terra di mezzo tra Casarano e Ruffano in direzione della Cripta del SS. Crocifisso, in contrada Manfio. Dalla Madre del Crocifisso al Crocifisso: un itinerario segnato dalla Croce. La celebrazione eucaristica presieduta dal nostro don Camillo e le sue riflessioni hanno contribuito ancor più a sentire forte il nostro essere Azione Cattolica in questo tempo e in questa terra, tra questa gente e con questa ricchissima storia. E in questa cripta, in fondo, abbiamo incrociato i nostri sguardi, abbagliati dalla bellezza del luogo, con lo sguardo tenero di Colui che per Amore ci ridesta dal torpore, dalle ferite, dalle crepe di una storia comunitaria che non avremmo mai pensato di vivere.

È sera inoltrata all’uscita dalla cripta e prima di chiudere la nostra giornata con un agape fraterna mi accorgo che molti di noi si sono avvicinati all’immagine del Crocifisso: è un gioco di sguardi, cercato, desiderato, l’incipit di ogni relazione, dello stare insieme, come AC, come Presidenza, come Consiglio, come Equipe, l’inizio e il proseguo di ogni storia:  “E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla…Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo” (dal Vangelo del giorno).

“Molte persone vengono a visitare la cripta. C’è chi viene per un interesse storico, chi per una devozione al crocefisso, chi perché affascinato dall’ambiente naturale circostante, chi perché appassionato di speleologia… ma a tutti coloro che vengono, per qualsiasi motivo, noi proponiamo un’immagine, uno sguardo, un incontro” (Ruberti Alessandro, su http://www.criptacrocefisso.it/ )

 

* vicepresidente diocesano di AC per il Settore Adulti

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