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Repair Cafè: contro la cultura dello scarto

Si è svolto venerdì 17 novembre a Racale, presso il coworking “Staisinergico” il Repair Café organizzato da tre progetti vincitori del bando “Pastorale e Lavoro” (2016-2017): Officina Digitale (Diocesi di Nardò – Gallipoli), Artigià (Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca) e Riammagliamo la Speranza (Diocesi di Otranto).

Quello del “Caffè delle Riparazioni” è un fenomeno nato nel nord Europa (in Italia al momento non ce ne sono ancora) e basato sulla condivisione del sapere e sulla lotta alla “cultura dello scarto”: un luogo in cui invece di buttare un vecchio oggetto lo si aggiusta e riutilizza in modo tale da dargli nuova vita, combattendo gli sprechi e facendo riscoprire alle persone l’arte di aggiustare invece di buttare, ovviamente con le giuste competenze. Così i tre progetti hanno unito le forze per animare tre diversi tavoli e offrire consigli su riparazioni hardware (Officina Digitale), sartoriali (Riammagliamo La Speranza) e artigianali (Artigià).

L’occasione – che la presenza dell’uragano mediterraneo Numa non è comunque riuscita a funestare – è servita anche come piccola “Expo” per i tre progetti, che sono stati illustrati alle persone che hanno sfidato la pioggia: Officina Digitale, nata con lo scopo di porre le basi per un mini Fab Lab diocesano (ovvero un laboratorio di fabbricazione digitale animato da spirito collaborativo); Artigià (un progetto che vuole valorizzare il Made in Italy attraverso la promozione di percorsi artigianali e spazi di contaminazione digitale) e Riammagliamo la Speranza, la sartoria sociale nata per offrire percorsi di inserimento lavorativo a donne vittima di tratta.

Alle 19 e 30 si è aperta la seconda parte della serata, dopo i saluti del Vice Segretario Nazionale del Mlac Maurizio Biasci, che ha ricordato il bel percorso della progettazione sociale nel Movimento e portato all’attenzione dell’uditorio una simpatica chicca: il video della presentazione del primo progetto vincitore in assoluto, nel “lontano” 2007, nato proprio in una diocesi pugliese.

L’evento si è concluso con l’intervento di Francesco “Piersoft” Paolicelli, che ha illustrato le potenzialità e le opportunità del mondo del digitale, degli open data e dell’universo “4.0”, raccontando esperienze generative che hanno saputo coniugare con successo la scuola (con progetti di alternanza scuola lavoro) la pubblica amministrazione e l’attenzione all’utente finale, perché “L’innovazione tecnologica è tale solo se è anche innovazione sociale”. Così può capitare che un bot di Telegram può informare un anziano sul prossimo bus in transito nella fermata più vicina a dove si trova in quel momento, o verificare in tempo reale la disponibilità di un libro presso la biblioteca pubblica comunale (e il bibliotecario comunale che ha fornito l’informazione, coinvolgendo in un circolo virtuoso anche il dipendente pubblico). Una conferenza interessantissima e densissima, che ha lasciato l’uditorio carico di entusiasmo.

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