Sabato 27 giugno, nell’aula consiliare del Comune di Parabita, si è svolto un intenso momento di riflessione promosso dall’Azione Cattolica sul tema “La politica con la P maiuscola”, attraverso la testimonianza e il pensiero di Vittorio Bachelet, figura emblematica del cattolicesimo democratico italiano: momento conclusivo del progetto annuale del settore adulti diocesano “In…Chiostri Spirituali”.
A guidare l’incontro è stato Matteo Truffelli, già presidente nazionale di Azione Cattolica, che ha offerto ai presenti una lettura profonda e quanto mai attuale dell’insegnamento di Bachelet.
L’incontro ha ricordato come essere parte dell’Azione Cattolica significhi assumersi pienamente la responsabilità della cittadinanza. La fede e la vita non sono due realtà separate, ma costituiscono un tutt’uno: proprio per questo il cristiano è chiamato a vivere con responsabilità il proprio impegno nella società, accompagnando e sostenendo quanti scelgono di dedicarsi direttamente all’attività politica.
Truffelli ha sottolineato come il compito specifico dell’Azione Cattolica non sia quello di fare politica di partito o di identificarsi con una particolare forza politica. La sua missione è invece quella di formare coscienze mature, capaci di vivere la politica come servizio al bene comune. Un principio sintetizzato nell’espressione cara a Bachelet: non agire come credenti, ma da credenti. Una distinzione che invita a lasciarsi ispirare dal Vangelo senza trasformarlo in uno strumento di parte o di potere.
Gli strumenti del potere non coincidono con quelli del Vangelo. Per questo occorre vigilare affinché la fede non venga piegata a interessi politici o ideologici. Il confronto democratico è essenziale, ma non deve essere finalizzato alla vittoria di una parte sull’altra: il suo obiettivo rimane sempre la ricerca del bene comune.
Particolarmente significativo il richiamo a una celebre riflessione di Vittorio Bachelet: “Bisogna ricordarsi di non identificare mai se stessi o i propri interessi, o anche le proprie idee, con il bene comune”. Un invito all’umiltà e al dialogo, nella consapevolezza che il bene comune supera sempre gli interessi individuali o di gruppo.
La politica, quella autentica, è la costruzione delle condizioni che permettono a ogni persona di vivere pienamente i propri diritti e la propria dignità. In questo senso risuona con forza anche il pensiero di Papa Francesco: “Tutto si tiene”. Ogni scelta politica ha ricadute sulla vita delle persone e richiede una visione ampia, capace di progettare il futuro senza perdere di vista i bisogni concreti del presente.
Un altro tratto distintivo di Bachelet, evidenziato durante l’incontro, è stata la sua instancabile ricerca del confronto. La politica, con la “P” maiuscola, si realizza anche nella politica quotidiana, fatta di ascolto, dialogo e partecipazione. La democrazia nasce per dare voce a chi non ne aveva e continua ad avere senso solo se sa prendersi cura dei più deboli e di chi dispone di minore potere.
Non bisogna inoltre dare mai la democrazia per scontata. Essa è una conquista preziosa che richiede di essere custodita ogni giorno, perché può essere progressivamente indebolita se vengono meno partecipazione, responsabilità e attenzione al bene comune.
In conclusione, Truffelli ha richiamato tre parole chiave che rappresentano il cuore dell’eredità di Bachelet: coscienza, responsabilità e competenza. Sono queste le basi indispensabili per costruire una società più giusta. Formare alla responsabilità significa anche educare alla corresponsabilità, attraverso un confronto autentico con gli altri, riconoscendo al tempo stesso i limiti della politica, che non può risolvere ogni problema né pretendere di essere la risposta a tutto.
L’incontro di Parabita ha rappresentato così un’importante occasione di formazione e di crescita, offrendo ai partecipanti strumenti preziosi per riscoprire il valore dell’impegno civico e della partecipazione democratica. Nel solco dell’insegnamento di Vittorio Bachelet, l’Azione Cattolica continua a promuovere una presenza nella società capace di coniugare fede, responsabilità e servizio, nella convinzione che la politica, vissuta come autentica ricerca del bene comune, resti una delle più alte forme di carità.











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